Mobility Dog, cos'è e a cosa serve

MOBILITY DOG: chi va piano…

di Irene Donegana

Quando si parla di Mobility Dog subito la mente va ad ostacoli, Border Collie lanciati a tutta velocità fra tunnel e slalom, adrenalina…insomma in una parola: Agility. Niente di più sbagliato!

La Mobility Dog nasce negli anni ’90 e prende inizialmente piede nell’Europa del Nord per poi diffondersi in modo piuttosto rapido anche in Italia: la principale differenza con l’Agility è che si tratta di una disciplina NON AGONISTICA e NON COMPETITIVA. Il fine principale non è quello di ottenere un punteggio, bensì di migliorare la relazione fra proprietario e cane nonché l’inserimento di quest’ultimo all’interno della società urbana.

Mi spiego meglio: gli ostacoli e gli scacchi proposti al cane all’interno di un percorso di Mobility sono molto simili all’Agility Dog, ma, anziché essere affrontati in velocità, si richiede al binomio il superamento degli stessi con calma e consapevolezza. Il risolvere queste “sfide” porta con sé molteplici benefici:

  • l’aumento dell’autostima e dell’autoefficacia del cane, che diventa via via più consapevole di se stesso e delle sue capacità;
  • il miglioramento della relazione e della fiducia nei confronti del proprietario, che diventa così guida e partner all’interno di un percorso ad ostacoli;
  • l’inserimento della Mobility Dog in un percorso educativo o riabilitativo comportamentale per migliorare problematiche quali aggressività ed iperattività: il lavoro lento e calmo induce il cane ad una maggior riflessività;
  • il piano della flessibilità cognitiva ovvero l’ampliamento delle esperienze e della capacità di apprendimento del cane, che di volta in volta viene messo di fronte a prove diverse e stimolanti;
  • l’attività fisica in sé, dato che molti cani hanno un regime di vita molto sedentario.

La Mobility Dog è adatta davvero a cani di tutte le tipologie, razze ed età…e anche a qualsiasi proprietario! Il percorso standard si articola in 18 prove da affrontare nel tempo massimo di 1 minuto, tempo sufficiente per qualsiasi binomio per non indurre pressioni e stress.

La finalità ultima di questa splendida disciplina è quella di migliorare l’equilibrio comportamentale del cane, per se stesso, per il contesto familiare e abitativo in cui è inserito e, da non sottovalutare, per la sua immagine all’interno della società urbana. Una società sicuramente sempre più abituata alla presenza dei nostri amici a quattro zampe, ma che sicuramente ancora molto ha da imparare circa il benessere e la tutela dei suoi cittadini cani.

ARTICOLI CORRELATI